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Il Metodo Bates & gli Occhiali a Fori Stenopeici: l'Investigatore Toponi risponde.

Libro Il Metodo Bates e gli occhiali a fori stenopeici
Un divertissement, che prova a giocare con i testi teatrali, per trasformare quello che sarebbe un manuale in qualcosa di interessante anche dal punto di vista narrativo.
In un dialogo continuo di domande, risposte e battutacce, Toponi - un topo investigatore d'ispirazione disneyana - il suo assitente, Swatchson, talpa - e un pignolo signor Domandetti, cercano di introdurre il lettore a temi difficili e spesso noiosi, come la spiegazione dei vizi di rifrazione, gli aspetti percettivi coinvolti nella visione e il funzionamento dei tanto chiacchierati e molto fraintesi occhiali a fori stenopeici.
Un modo economico, veloce e piacevole, per chi volesse cominciare a capire qualcosa dell'argomento, prima di passare a letture più impegnative.
Libro e E-book.

Qui di seguito un estratto dell'opera.

Volendo essere duri con i medici


disegno-anatomico-testa-umana
Sono lì tranquilla che chiacchiero in treno con degli amici: parliamo sottovoce di Metodo Bates e ci scambiamo le idee più bizzarre sul perché e il percome della miopia, in uno di quei rari  e piacevoli momenti di libera associazione, durante i quali un gruppo di persone lascia correre la fantasia e la creatività, ragionando sulle informazioni che ha a disposizione.
La mia amica, optometrista comportamentale, sta dicendo di avere notato che la capacità visiva di molti miopi varia in base al fatto che l’atto visivo sia accompagnato da impegno cognitivo oppure da un’attività diversa, per esempio ludica. Si tratta di un fatto anche discusso a livello scientifico, ma spesso volutamente ignorato: all'optometria comportamentale il compito di interrogarsi su come, in questi casi, debba essere decisa la prescrizione degli occhiali.
Poiché siamo su un Frecciafeccia, e non c’è molta privacy, noto una certa curiosità nei vicini di posto, che portano quasi tutti gli occhiali.
Noi proseguiamo imperterriti e passiamo a lamentarci di un caso classico: la persona che, dopo un intervento laser per correggere un difetto visivo, si ritrova con problemi visivi nuovi e poco classificabili, per i quali l'occhiale serve a poco. 

Nel vagone cala un silenzio sinistro.
Quando affermo che, secondo me, prima di intervenire con metodi definitivi ed invasivi su una miopia, bisognerebbe studiare meglio il singolo caso ed analizzarne le componenti funzionali, ecco che la mia vicina di posto esplode come una bottiglia di birra nel congelatore: